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Omessa dichiarazione, non bastano le indagini bancarie a provare il reato
Cassazione - sentenza 36849 - depositata il 06/09/2023
L’accertamento fondato sulle indagini bancarie svolto in ambito tributario non è sufficiente per dimostrare il reato di omessa dichiarazione: occorre provare sia la tassabilità delle somme sia la diretta riconducibilità al contribuente.
Ad affermarlo è la Cassazione con la sentenza 36849, depositata il 06/09/2023.
La vicenda trae origine da un articolato processo nel quale l’amministratore di una società era stato ritenuto colpevole, tra gli altri, anche del reato di omessa dichiarazione. La condanna veniva confermata in grado di appello e l’imputato ricorreva in Cassazione. In particolare, secondo la difesa, la responsabilità per il reato di omessa dichiarazione era stata ravvisata solo per due presunzioni di natura tributaria, senza però alcun riscontro concreto.
Il reddito considerato evaso derivava dalla presunzione che il conto corrente della madre fosse riconducibile all’imputato e i versamenti lì rinvenuti fossero somme imponibili. Inoltre, per la difesa, la Corte d’appello aveva ritenuto provata la riconducibilità del conto corrente della madre al contribuente perché, in occasione del contraddittorio svolto in ambito tributario, non erano state prodotte giustificazioni. Sul punto la Suprema corte, riformando la sentenza di appello, ha rilevato che in atti non era stata fornita prova della provenienza degli imponibili contestati. Secondo la Cassazione, infatti, i giudici di merito si erano limitati ad affermare la tassabilità delle somme corrispondenti a versamenti sul conto corrente della madre, senza concreto riscontro. Inoltre, dalla sentenza di merito non risultavano ragioni del perché il conto pacificamente intestato alla madre dell’imputato sia stato ritenuto riconducibile al figlio.
La decisione conferma l’orientamento che esclude l’automatica applicabilità delle presunzioni tributarie al processo penale.
È noto che, in ambito fiscale, la mancata giustificazione alle movimentazioni bancarie costituisce reddito non dichiarato da assoggettare a tassazione.
In questo contesto, alcune previsioni contenute nella delega fiscale inducono qualche riflessione. Uno dei criteri direttivi prevede che il giudice tributario dovrà adeguarsi alla decisione irrevocabile assunta in ambito penale rispetto all’accertamento dei fatti. Il giudice tributario dovrà preliminarmente verificare l’identità dei fatti e, una volta riscontrata, adeguare la decisione a quanto stabilito in ambito penale.
Immaginando un accertamento fondato su indagini bancarie, sarà interessante verificare se, in attuazione della delega, il giudicato penale definitivo potrà prevalere anche sulle contestazioni fiscali basate su presunzioni legali.