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Il Superbonus al rush finale: arriverà la proroga sul filo di lana?
La parola definitiva sarà data dal Ministero dell’Economia e delle finanze
Si avvicina rapidamente la fine dell’anno e i condomini hanno iniziato la corsa finale per ultimare i lavori relativi al Superbonus. È necessario tenere conto di quanto precisato dall’Agenzia delle Entrate nel corso di un incontro con la stampa specializzata. Per fruire dell’agevolazione in misura piena non sarà consentito anticipare il pagamento dei lavori entro la fine dell’anno 2023 per poi ultimare l’intervento nel mese di gennaio dell’anno2024. In tale ipotesi, laddove il contribuente effettuasse la cessione del credito, potrà fruire dell’agevolazione nella misura del 70 per cento e non del 110 dieci per cento. Deve quindi sussistere corrispondenza tra il quantum pagato nell’anno 2023 e i lavori effettivamente eseguiti. Solo questa quota attribuirà il diritto a fruire del 110 per cento. Viceversa, la quota di lavori eseguita nell’anno 2024, il cui credito sarà oggetto di cessione, attribuirà il minor beneficio nella misura del 70 per cento.
Deve però considerarsi che la “storia” del Superbonus non sembra destinata alla fine. All’interno della maggioranza il dibattito è in corso ed una parte politica ha presentato un emendamento alla Legge di Bilancio del 2024 per consentire ai condomini, che avranno eseguito la maggior parte dei lavori entro la fine dell’anno2023, di evitare una corsa verso il tempo. L’emendamento subordina l’eventuale proroga ad un avanzamento minimo complessivo dei lavori del 60 per cento.
La parola definitiva, però, sarà data dal Ministero dell’Economia e delle finanze che dovrà stimare l’impatto economico di una nuova proroga.
Naturalmente, l’effettiva esecuzione dei lavori alla data del 31 dicembre nella misura minima del 60 per cento dovrà essere dimostrata/certificata. Dovrà essere emesso uno stato di avanzamento lavori che dovrà fotografare l’andamento complessivo dell’opera per dimostrare, come detto, il raggiungimento della quota minima.
I lavori certificati potranno essere oggetto sia di cessione del credito che di sconto in fattura, ma in effetti, ove la modifica dovesse essere approvata in via definitiva, sarà possibile evitare una serie di iniquità.
Si consideri ad esempio un condominio che ha già scontato il credito in ragione dei lavori eseguiti nella misura del 55 per cento.
In tale ipotesi, per fruire dello sconto relativo al secondo SAL dovrà eseguire nell’anno 2023lavori equivalenti almeno ad un altro 30 per cento raggiungendo una percentuale complessiva dell’85 per cento.
Viceversa, secondo l’emendamento sarà sufficiente eseguire lavori per un altro 5 per cento (raggiungendo complessivamente il 60 per cento), per poter scontare il relativo credito nell’anno 2024 dopo aver raggiunto la percentuale minima che attribuisce il diritto allo sconto (un ulteriore 30 per cento).
In questo caso, via libera del MEF permettendo, scatterebbe la proroga con la possibilità di ultimare i lavori nella prima parte dell’anno 2024, beneficiando dello sconto in fattura o della cessione del credito.
Si porrà ancora una volta il problema delle modalità di computo del 60 per cento. Ciò con riferimento ai condomini i cui lavori in corso riguardano sia interventi antisismici, ma anche di efficientamento energetico. Si dovrà comprendere se il raggiungimento della percentuale minima del 60 per cento debba essere verificato avendo riguardo all’intervento complessivo, oppure considerando separatamente la diversa tipologia di lavori.
La necessità della proroga per consentire la fine dei lavori è stata tra l’altro manifestata anche per garantire la sicurezza all’interno dei cantieri. La previsione di un termine così breve per la conclusione degli interventi agevolati potrebbe determinare non poche difficoltà a osservare le prescrizioni in materia di sicurezza e così alimentare il rischio di incidenti sul lavoro.
Nicola Forte – Informati Srl