Bonus ristrutturazione 2025: chi ha diritto al 50% e chi solo al 36%

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A diversi mesi dall’entrata in vigore della Legge di Bilancio 2025, l’Agenzia delle Entrate non ha ancora fornito chiarimenti ufficiali sulle nuove limitazioni dei bonus edilizi, lasciando i contribuenti in una situazione di incertezza proprio mentre devono decidere se e come procedere con i lavori.

Chi ha diritto al 50%

A partire dal 1° gennaio 2025, la detrazione al 50% è ammessa solo se:

  • l’unità immobiliare è utilizzata come abitazione principale;
  • il contribuente è proprietario o titolare di altro diritto reale sull’immobile.

Sono esclusi, ad esempio, i comodatari o i conduttori, anche se autorizzati dal proprietario a eseguire i lavori.

Chi ha diritto solo al 36%

I contribuenti che non rispettano entrambe le condizioni sopra indicate possono fruire unicamente della detrazione al 36%.

Situazioni dubbie si verificano nei casi di lavori su parti comuni condominiali: qui entra in gioco la corretta attribuzione delle spese ai singoli comproprietari e il loro utilizzo dell’immobile.

Interventi in condominio: le due interpretazioni

Due le possibili interpretazioni in merito agli interventi su parti comuni:

  • Interpretazione restrittiva: il condominio non può essere “abitazione principale”, quindi detrazione solo al 36% per tutti i condòmini.
  • Interpretazione flessibile: ogni condòmino può detrarre il 50% se l’unità posseduta è la sua abitazione principale.

Per applicare correttamente la seconda opzione, l’amministratore dovrà:

  1. Suddividere la spesa in base ai millesimi;
  2. Accertare quali unità sono abitazioni principali;
  3. Comunicare i dati corretti all’Agenzia delle Entrate.

Comunicazione all’Agenzia: obbligo entro marzo 2026

Come previsto dal DM 1° dicembre 2016, gli amministratori di condominio dovranno comunicare all’Agenzia delle Entrate, entro il 16 marzo 2026, le spese sostenute nel 2025 e le relative quote imputate ai condòmini.

È verosimile che sarà richiesto anche l’importo della detrazione spettante (50% o 36%). In caso contrario, la dichiarazione precompilata potrebbe non essere allineata con la reale situazione del contribuente, vanificando la semplificazione.

Fonte: Fiscal Focus – © Informati S.r.l. – Riproduzione riservata

Autore: Nicola Forte