Verifiche fiscali: l’obbligo di motivazioni specifiche pena l’illegittimità dell’atto

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Se dal processo verbale di accesso che avvia una verifica fiscale emerge una motivazione generica, l’atto impositivo conseguente è da considerarsi illegittimo e le prove raccolte durante i controlli diventano inutilizzabili.

Origine della posizione

Questa conclusione emerge dal documento n. 2/2025 dell’Associazione Italiana Dottori Commercialisti (Aidc) di Milano, che si basa sulla sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo del 6 febbraio 2025, relativa alla tutela del domicilio nelle verifiche fiscali.

Validità istruttoria e limiti

Un’attività istruttoria priva di motivazioni puntuali può determinare l’inutilizzabilità delle prove, in contrasto con i principi dello Statuto dei diritti del contribuente (L. 212/2000, art. 7-quinquies) e con la giurisprudenza comunitaria.

È stato anche segnalato un caso di accesso nei locali aziendali senza autorizzazione dell’autorità giudiziaria, che ha portato all’inutilizzabilità delle prove.

Conseguenze giuridiche

La giurisprudenza comunitaria ritiene non conforme un ordine di accesso basato su motivazioni generiche. Questo può comportare l’esclusione dall’utilizzo delle prove raccolte e la nullità dell’atto impositivo.

Proposta Aidc

L’Aidc propone di inserire nei ricorsi un motivo di impugnazione specifico sull’illegittimità dell’atto impositivo per invalidità della verifica fiscale, richiamando la Convenzione EDU (artt. 8, 6 e 13) come fonte di rango superiore nel diritto italiano.

Fonte: Fiscal Focus – © Informati S.r.l. – Riproduzione riservata

Autore: Lucia Giampà