- Home
- Studio MUDOL
- Bonus Natale: il Fisco spiega come verificare il requisito reddituale
Bonus Natale: il Fisco spiega come verificare il requisito reddituale
This is a custom heading element.
La Legge di conversione del c.d. decreto Omnibus (art. 2 bis D.L. 113/2024) ha introdotto il “bonus Natale” di100 euro che dovrà essere inserito in busta paga a dicembre ai lavoratori dipendenti sia a termine che a tempo indeterminato che avranno presentato un’apposita richiesta al proprio datore di lavoro. L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato la circolare n. 19/E del 2024 per chiarire in primis il requisito reddituale che deve essere oggetto di attenta verifica da parte dei datori di lavoro chiamati a fare da sostituto d’imposta.
Requisiti di spettanza –Il bonus spetta, su domanda, ai lavoratori dipendenti a tempo determinato ed indeterminato per i quali, con riferimento al periodo d’imposta 2024, ricorrano congiuntamente le seguenti condizioni:
- reddito complessivo non superiore a 28.000 euro (ovvero emolumenti entrati nella materiale disponibilità economica del lavoratore entro il 12 gennaio 2025);
- coniuge non legalmente ed effettivamente separato e almeno un figlio, entrambi a carico, oppure almeno un figlio a carico, ove l’altro genitore manchi o non abbia riconosciuto il figlio e il contribuente non sia coniugato o, se coniugato, si sia successivamente separato, o se vi siano figli adottivi, affidati o affiliati del solo contribuente e questi non sia coniugato o, se coniugato, si sia successivamente separato;
- capienza fiscale: IRPEF lorda determinata sui redditi da lavoro dipendente (con esclusione di pensioni ed assegni a esse equiparati), percepiti dal lavoratore, d’importo superiore a quello delle detrazioni spettanti.
Verifica del requisito reddituale
Il reddito complessivo deve essere assunto al netto del reddito dell’unità immobiliare adibita ad abitazione principale e di quello delle relative pertinenze ma includendo:
- redditi assoggettati a cedolare secca o a imposta sostitutiva;
- quota di agevolazione ACE;
- mance detassate corrisposte ai lavoratori del settore privato, impiegati nelle strutture ricettive e negli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande;
- la quota esente dei redditi agevolati per il rientro in Italia di ricercatori residenti all’estero e lavoratori impatriati.
Proprio in presenza di queste fattispecie è consigliabile prudenzialmente non richiedere il bonus per poi rimandare la verifica dei requisiti in dichiarazione dei redditi.
Verifica capienza fiscale
Per avere diritto al bonus l’imposta lorda calcolata sui redditi da lavoro dipendente deve essere superiore al totale delle detrazioni spettanti per lavoro dipendente. Occorre dunque prestare attenzione al fatto che il D.Lgs. n. 216/2023 ha rimodulato per il solo anno 2024 l’ammontare delle detrazioni da lavoro dipendente: la detrazione prevista per il reddito complessivo fino a 15.000 euro annui è stata aumentata da 1.880 euro a 1.955 euro.
Erogazione del bonus
ll datore anticipa l’importo spettante e lo porta in compensazione nel modello F24 (utilizzando il codice tributo di prossima definizione da parte di Agenzia delle Entrate) ma ha l’obbligo, in sede di conguaglio fiscale, di verificare il diritto al beneficio in oggetto. e di provvedere, in caso di esito negativo della verifica, al recupero delle relative somme non spettanti al lavoratore. Il lavoratore dipendente che ha cessato l’attività lavorativa nel corso del 2024 può beneficiare dell’indennità direttamente nella dichiarazione dei redditi riferita all’anno d’imposta 2024, fermo restando il rispetto dei requisiti sostanziali.
N.B. Qualora il lavoratore abbia più contratti di lavoro dipendente di part-time in essere, dovrà decidere chi fare domanda per l’erogazione dell’indennità̀.
Debhorah Di Rosa – Informati srl– Riproduzione Riservata