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Proroga del secondo acconto e le altre novità del decreto fiscale2025
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Numerose sono le novità annunciate in sede di conversione del cd. Decreto fiscale e, mentre i giorni scorrono inesorabili, ancora si attende una conferma ufficiale e definitiva dei termini e delle modalità dell’annunciata proroga del secondo acconto delle imposte sui redditi per le partite IVA. Inoltre, il Parlamento è al lavoro su un’ulteriore serie di norme che potrebbero introdurre importanti cambiamenti nel panorama fiscale italiano. Tra queste, spiccano le misure relative ad una nuova rottamazione delle cartelle e alla riduzione del canone RAI; punto dolente quest’ultimo, sul quale i lavori parlamentari si sono in parte arenati.
Possibile proroga del secondo acconto e rateizzazione –
Per quanto riguarda il versamento del secondo acconto, in scadenza il 2 dicembre 2024, pare sia giunto il via libera finale all’emendamento, peccato che termini della questione siano tutt’altro che chiari, viste le continue anticipazioni e smentite che si sono susseguite nella giornata di ieri.
Inizialmente due erano le proposte sul piatto: una proposta riguarda la possibilità di differire la scadenza del secondo acconto delle imposte sui redditi dal 2 dicembre 2024 al 16 gennaio 2025, con possibilità di rateizzazione fino a giugno, per tutti i contribuenti. La seconda proposta, di portata decisamente minore, ricalcava invece (in parte) quanto avvenuto l’anno scorso, permettendo di posticipare il versamento dell’acconti il 16 gennaio 2025, e di rateizzarlo fino al 16 maggio. In questo caso, la platea potenzialmente interessata pareva essere quella delle “partite IVA”, limitatamente ai contribuenti con ricavi o compensi fino a 170.000 euro. La grande differenza rispetto a quanto previsto l’anno scorso pareva essere l’inclusione nel rinvio /rateizzazione anche dei contributi INPS, ipotesi che, a quanto pare, alla fine non ha trovato accoglimento.
Secondo le ultimissime informazioni disponibili (e con tutti i se ed i ma del caso), dopo tante discussioni il rinvio annunciato altro non dovrebbe essere che la riproposizione di quello introdotto l’anno scorso, e quindi riguardare solo gli autonomi con ricavi fino a 170.000 euro, lasciando comunque fuori gli aspetti INPS e INAIL.
Il tutto quindi si tradurrebbe con la possibilità per pochi contribuenti di spostare l’acconto, e solo quello relativo alle imposte dirette, al 16 gennaio 2025, e di poterlo eventualmente anche rateizzare in cinque rate mensili di pari importo.
Si ipotizza una nuova rottamazione delle cartelle –
Oltre alla proroga del secondo acconto, un altro tema centrale è la possibile introduzione di una nuova rottamazione delle cartelle esattoriali. Si discute infatti di un piano che consentirebbe il pagamento agevolato dei carichi affidati all’agente della riscossione tra il 1° luglio2022 e il 31 dicembre 2023. La proposta prevede la possibilità di estinguere i debiti in un massimo di 18 rate, con corresponsione di interesse al 2% per le rate successive alla prima.
Canone RAI: si discute nell’ottica della riduzione –
Tra le proposte al vaglio del Parlamento, spicca il dibattito in corso sull’eventuale riduzione del canone RAI. Attualmente fissato a 90 euro annuali, il canone potrebbe essere abbassato a 70 euro; tuttavia, il tema ha creato tensioni politiche, determinando uno slittamento delle votazioni sugli emendamenti.
È curioso evidenziare il fatto che la misura era stata inizialmente annunciata quale facente parte del “pacchetto manovra”, poi e spunta, per poi essere riproposta sotto forma di emendamento al decreto fiscale. Secondo le ultime indiscrezioni, visto lo stallo che si è generato a seguito del disaccordo tra le forze politiche sulla questione, pare che l’ipotesi sia è stata espunta anche dal D.L. fiscale e potrebbe ritornare in ballo, una volta ancora, in sede di manovra.
Gli altri interventi annunciati –
Oltre a queste misure, il Decreto Fiscale potrebbe includere ulteriori interventi significativi, tra cui:
Transizione 5.0: potenziamento delle agevolazioni fiscali per investimenti in innovazione e riduzione dei consumi energetici, con un’estensione del credito d’imposta e una semplificazione delle procedure per il calcolo del risparmio energetico.
Bonus Natale: ampliamento della platea dei beneficiari del bonus di 100 euro, estendendolo ai genitori con almeno un figlio a carico e reddito non superiore a 28.000 euro, indipendentemente dalla condizione del coniuge o convivente.
Infine, il concordato Preventivo Biennale, la cui riapertura dei termini al 12 dicembre 2024, per i soli soggetti ISA, è già stata stabilita con decreto-legge 167/2024. Questo decreto-legge potrebbe non essere convertito, male misure ivi previste verranno comunque confermate con inserimento nel D.L. Fiscale.
Le certezze non possono attendere –
Le misure sovra descritte sono il frutto di anticipazioni, peraltro assai confuse, che devono trovare conferma. Nonostante l’ottimismo manifestato dagli esponenti della politica, sarà necessario attendere il completamento dell’iter parlamentare per conoscere le decisioni definitive.
Considerando che la legge di conversione del Decreto Fiscale dovrà essere approvata entro il 18 dicembre2024, ci si trova dinnanzi ad un calendario palesemente incompatibile con la necessità di avere certezze in merito al versamento del secondo acconto, in scadenza il 2 dicembre, ma che “tecnicamente”, considerando i tempi di calcolo, avviso al contribuente, predisposizione delle deleghe e consegna o trasmissione delle stesse, di fatto possiamo considerare come già pressoché scaduto.
Non resta che attendere, ricordando di verificare l’ufficialità delle misure al momento della loro approvazione, tenuto anche conto del fatto che, sempre più spesso, agli annunci non corrisponde il testo definitivamente approvato.
Sandra Pennacini – Informati srl– Riproduzione Riservata