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Zes, per le regioni del Sud un impatto potenziale da 83 miliardi di euro
L’impatto. Si ritiene che 1 euro prodotto nella Zes Campania ne attivi altri 1,4
In Campania attratti investimenti per 900 milioni con la creazione di 3.695 posti di lavoro. In Calabria, avviati investimenti i per opere infrastrutturali e per la messa insicurezza delle aree industriali, con investimenti per 19,9 milioni.
Numeri chiave dello studio realizzato, sulle esperienze italiane nel più ampio contesto delle ZES in Europa, da The European House – Ambrosetti. Lo studio è stato presentato ieri a Roma nel corso della tavola rotonda «La Zona Economica Speciale (ZES). Campania e Calabria, risultati raggiunti e sfide aperte».
La ricerca mette sotto la lente la Zes Campania e Calabria, che si è distinta per dinamismo, e valuta l’impatto economico positivo generato, sia sul territorio sia sul resto dell’economia nell’arco di meno di due anni dall’avvio dell’operatività nel 2021, in termini di valore aggiunto e di occupazione. Parla insomma, di best practice, anche a livello internazionale. E giunge infine alla affermazione che «Se tutte le Zes del Sud Italia performassero come la Zes Campania, complessivamente sarebbero in grado di attivare – in via diretta, indiretta e indotta – circa 83 miliardi, pari al 23% del Val complessivo del Sud Italia.
La ricognizione sull’attività della Zes Campania e Calabria è tanto più utile dopo le recenti modifiche normative che hanno previsto, dal primo gennaio 2024,l’istituzione di una Zes unica del Mezzogiorno. Sulla cui organizzazione e struttura si registrano ancora molte incertezze.
Sebbene siano state istituite nel 2017, le Zone economiche speciali del Sud si sbloccano solo dopo la nomina dei commissari e la attivazione a giungo 2022 dello Sportello unico digitale che risponde alla esigenza di snellire le procedure. Si può dire quindi che la fase di reale operatività è limitata a meno di due anni. E, se si considerano i risultati ottenuti, ci si rende conto che sono sorprendenti.
Altro snodo importante è poi l’assegnazione alle Zes dei finanziamenti del Pnrr. A Campania e Calabria va la fetta più consistente: il 39,3% del totale: 136milioni alla Campania e 111,7 milioni alla Calabria. In Campania si punta sulla attrazione di imprese; in Calabria soprattutto sulle infrastrutture. Vengono attratte importanti realtà industriali nazionali ed estere: Tea Tek in Campania che rileva la fabbrica ex Whirlpool di Napoli e Baker Huges in Calabria che potenzia lo stabilimento Nuovo Pignone di Vibo Valentia e programma un nuovo sito vicino al porto di Corigliano Calabro, con 60 milioni di investimento e 200 posti di lavoro.
Dopo l’insediamento del Commissario della Zes si registra anche una crescita esponenziale – rileva lo studio – del credito di imposta: si passa dai 70 milioni del triennio 2018-2020 ai 327 milioni del biennio 2021-2022.
Ciò permette quindi di attivare altri investimenti che si stima siano pari in Campania a 1,1 miliardo. In conclusione, tra investimenti derivanti dalle autorizzazioni uniche e quelli con credito di imposta, in Campania ne vengono attivati per oltre 2 miliardi.
Lo studio va oltre, e vuole stimare anche l’impatto sull’economia. Si ritiene che 1euro prodotto nella Zes Campania ne attivi altri 1,4 nel resto dell’economia, quindi si giunge alla conclusione che si stiano attivando 23 miliardi di valore aggiunto indotto(tra diretto e indiretto). Con un ragionamento analogo, lo studio Ambrosetti calcola che per 1 occupato nella Zes Campania se ne generino altri 1,7 nel resto dell’economia. Quindi, considerando sia l’occupazione prodotta direttamente dalla Zes che quella attivata con il credito di imposta, si può concludere – secondo Ambrosetti – che siano stati prodotti 23mila nuovi posti di lavoro tra diretti e indotto.
La ricerca si chiude indicando alcune linee di intervento. Prima tra tutte si consiglia,accanto alla governance della ZES Unica di mantenere un approccio radicato sulterritorio. A questo fine, si suggerisce di mantenere le strutture regionali.
«In Campania abbiamo rilasciato 74 autorizzazioni – dice il commissario della ZesGiosy Romano – e ci sono in corso altre 37 conferenze di servizi. Il lavoro fatto èfrutto di collaborazione con i presidenti delle Regioni, con le imprese, i sindacati». «Con le Zes sono stati ottenuti grandi risultati – dice il vicepresidente di Confindustria Vito Grassi–sulla nuova strategia della Zes Unica, Confindustria vuole dire la sua». All’incontro hanno partecipato tra gli altri la responsabile corporate Italy di Unicredit, Luisella Altare, e la responsabile imprese di Intesa Sanpaolo, Anna Roscio. Ha portato la sua testimonianza Felice Granisso ad di Tea Tek , la società che ha rilevato il sito ex Whirlpool.
Vera Viola – Il Sole 24 Ore