Fisco niente sanzioni penali per «l’evasione di necessità»

Nuovo rapporto di fiducia tra Stato e contribuente

Via le sanzioni penali per gli omessi versamenti quando emerge «l’impossibilità di far fronte al pagamento del tributo» per evitare che il contribuente rischi di essere condannato per reati «anche in caso di fatti a lui non imputabili».

Il penale si dovrà fermare, salvo «congrua motivazione», anche quando sul caso interviene l’adesione all’accertamento o la conciliazione giudiziale.

Il nuovo sistema punterà poi a spazzare definitivamente il campo dal rischio di doppia sanzione, applicando in modo più fermo il principio del «ne bis in idem», e premierà le imprese che adotteranno una sorta di «231 fiscale» attuando «un efficace sistema di rilevazione, misurazione, gestione e controllo del rischio fiscale» da comunicare preventivamente all’amministrazione finanziaria. Il testo della delega per la riforma fiscale trova capitoli ancora in fase di limatura, ma ricchi di novità potenzialmente importanti per i contribuenti; e sono essenzialmente ispirati al principio cardine della separazione fra l’evasione portata avanti con dolo, da colpire senza sconti, e quella «di necessità», che si verifica quando le dichiarazioni sono fedeli ma i pagamenti inciampano per condizioni di oggettiva difficoltà economica.

Sul piano pratico il nuovo sistema disegnato dal viceministro alle Finanze Maurizio Leo, uomo vicinissimo alla presidente del Consiglio, ha conseguenze rilevanti. E costruisce per esempio una forma di tutela particolare per i contribuenti che si imbarcano in piani di rateizzazione. Oggi l’ordinamento ferma le condanne in caso di pagamento integrale del debito tributario: con le rate, però, i tempi di versamento si allungano, e la delega punta a coprire questo sfasamento anche, se è il caso, con una sospensione di sequestri e termini di prescrizione. Per il resto, i contenuti chiave della riforma sono tre:

  • per l’Irpef si prevede «la revisione e la graduale riduzione dell’imposta», che dovrebbe passare a un sistema a tre aliquote (con contestuale e inevitabile revisione della curva delle detrazioni per carichi famigliari e reddito) come prima tappa del cammino verso la tassa piatta per tutti. L’allineamento della No Tax Area a 8.500 euro per dipendenti e pensionati serve a sostanziare quel principio di «equità orizzontale» che la riforma prova a perseguire anche attraverso l’estensione ai dipendenti della Flat Tax incrementale sperimentata per gli autonomi dall’ultima legge di bilancio.
  • le imprese ottengono la promessa di un’Ires alleggerita per le quote di reddito dedicate agli investimenti in beni strumentali innovativi qualificati o in occupazione, con un meccanismo che premia la capitalizzazione di chi non distribuisce dividendi nei due anni successivi.
  • per l’Iva l’obiettivo è quello di una «razionalizzazione» dei panieri e di un riordino della disciplina,
  • l’Irap dovrebbe abbandonare 650mila società di persone e trasformarsi in una sovraimposta Ires per le altre imprese.
Il Sole 24 Ore| 16 m arzo 2023 | PRIMO PIANO | p. 7 | di Gianni Trovati, Marco Mobili