Forfettari, spese promiscue nel quadro RS: cosa indicare e come calcolare il 50%

Articolo a cura di Studio Mudol

Anche senza deduzione analitica dei costi, il prospetto acquisti va compilato: per auto, utenze e spese miste rileva metà dell’importo lordo IVA inclusa

Autore: Redazione Fiscal Focus

Nel regime forfetario, nonostante sia noto che il reddito imponibile viene determinato applicando un coefficiente di redditività ai compensi percepiti – e non attraverso la deduzione analitica dei costi – permane comunque l’obbligo di compilare, all’interno del modello Redditi PF, il prospetto informativo contenuto nei righi da RS371 a RS381. Si tratta di una sezione che ha finalità prevalentemente (se non esclusivamente) conoscitive e statistiche, e che richiede l’indicazione di una serie di informazioni relative all’attività esercitata, comprese quelle riguardanti le spese sostenute nel periodo d’imposta.

Casistiche di spese personali e legate all’attività economica

Proprio con riferimento al prospetto sorgono frequentemente dubbi applicativi da parte degli operatori in regime forfetario, soprattutto in relazione alle “spese promiscue”, vale a dire ai costi sostenuti per beni o servizi utilizzati sia nell’attività economica (professionale o imprenditoriale) sia nella sfera privata. Il tema riguarda casi emblematici, come ad esempio:

1. l’utilizzo dell’autovettura personale, e relativo carburante, per l’attività svolta;

2. le utenze domestiche;

3. le spese energetiche dell’abitazione impiegata anche come studio professionale;

così come, più in generale, tutti quei costi che presentano una duplice finalità personale e lavorativa.

La questione assume particolare rilevanza in quanto il contribuente forfetario, come indicato in precedenza, pur non deducendo fiscalmente tali costi nella determinazione del reddito deve comunque indicare nel quadro RS alcuni dati relativi agli acquisti effettuati nel corso dell’anno – pena l’applicazione della sanzione per irregolarità dichiarativa da 250 e 1.000 euro (art. 8, comma 1 del D.Lgs 471/1997).

Indicazioni di prassi

Sul punto l’Agenzia delle Entrate è intervenuta con chiarimenti interpretativi che hanno contribuito a definire il corretto criterio di compilazione del prospetto. In particolare, con la circolare n. 10/E del 04/04/ 2016 (§ 4.2.3) è stato precisato che, ai fini della compilazione del quadro RS, le spese promiscue devono essere considerate nella misura del 50% del loro ammontare complessivo.

La regola opera peraltro indipendentemente dalla tipologia di costo sostenuto, nonostante si debba comunque trattare di una spesa documentata da fattura intestata al contribuente (e, ovviamente, riferibile ad un bene o servizio utilizzato sia per esigenze personali sia nell’ambito dell’attività esercitata).

Ciò significa, ad esempio, che il professionista in regime forfetario che utilizza la propria autovettura anche per motivi lavorativi dovrà indicare nel prospetto RS il 50% delle spese documentate sostenute

nel corso dell’anno relativamente al veicolo. Analogo criterio trova applicazione per il carburante, per le spese di manutenzione, per i pedaggi autostradali o per eventuali servizi collegati all’utilizzo del mezzo.

Lo stesso principio vale poi per le utenze domestiche quando l’abitazione viene utilizzata – anche solo parzialmente – per lo svolgimento dell’attività professionale: è il caso, ad esempio, del contribuente che svolge l’attività presso la propria abitazione utilizzando una stanza come studio o ufficio, circostanze in cui le spese relative all’energia elettrica, al gas, alla connessione internet o ad altri servizi domestici possono essere considerate promiscue, rilevandone pertanto nel quadro RS nella misura del 50% del costo sostenuto.

IVA inclusa nel costo – un caso pratico

Un aspetto particolarmente importante riguarda la modalità di calcolo dell’importo da indicare, in quanto si sa che, per i contribuenti forfetari, l’IVA assolta sugli acquisti rappresenta un costo indetraibile e confluisce quindi integralmente nel valore della spesa. Da ciò consegue che il calcolo della quota promiscua deve essere effettuato assumendo come base l’importo lordo risultante dalla fattura, comprensivo dell’imposta sul valore aggiunto.

Pertanto, se un contribuente che esercita l’attività professionale:

riceve una fattura per energia elettrica pari a 244 euro IVA inclusa (200 euro + IVA 22%), e

utilizza l’immobile sia per finalità private sia per l’attività professionale,

l’importo da considerare nel prospetto RS sarà pari a 122 euro, corrispondente al 50% del costo complessivo (ipotizzando che non ci siano ulteriori spese da includere nel prospetto).

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