- Home
- Studio MUDOL
- IRPEF: tornano in “pista” senza limitazioni le detrazioni per leliberalità verso ONLUS ed ETS
IRPEF: tornano in “pista” senza limitazioni le detrazioni per leliberalità verso ONLUS ed ETS
This is a custom heading element.
Il decreto che riscrive l’Irpef è stato suddiviso in due moduli e il secondo modulo sarà approvato nei prossimi giorni in via definitiva dal Consiglio dei Ministri. Nonostante l’approvazione dello stesso sia stata temporaneamente rinviata già si conoscono alcune novità rispetto al testo originario.
In particolare, sono state accolte alcune delle osservazioni non vincolanti di cui ai pareri delle Commissioni Finanze della Camera e del Senato. La limitazioni delle detrazioni con l’introduzione di una franchigia di 260euro per coloro che dichiarano redditi di importo superiore al limite di 50.000 euro non riguarderà le erogazioni liberali in favore delle Onlus, delle iniziative umanitarie, religiose o laiche, quelle in favore di partiti politici, e quelle effettuate in favore degli Enti del Terzo settore.
La stretta riguarderà le detrazioni di imposta del 19 per cento con esclusione delle spese sanitarie. La franchigia, quindi la stretta, si applicherà alle detrazioni per gli interessi passivi sui mutui, le spese sostenute per le attività sportive dei figli, quelle per l’iscrizione a scuola o all’università o ancora quelle per le spese funebri per i familiari defunti.
Per quanto riguarda le polizze assicurative la limitazione alle detrazioni riguarderà le assicurazioni per rischio morte o di non autosufficienza, ma anche quelle relative al 90 per cento per gli interventi antisismici stipulate contestualmente ai lavori agevolati.
Per il resto dovrebbe risultare confermata la riduzione da quattro a tre aliquote IRPEF per il solo anno 2024. Il primo scaglione, che prevede l’applicazione dell’aliquota IRPEF del 23 per cento risulta esteso fino a 28.000euro.
Il decreto prevede anche l’incremento da 1.880 a 1.955 euro della detrazione relativa ai redditi di lavoro dipendente che uniforma la no tax area a 8.500 euro come per i titolari di redditi di pensione.
Contestualmente, vengono nuovamente definiti i margini di intervento per Regioni e Comuni al fine di rideterminare le relative addizionali all’IRPEF. Viene precisato che se non fosse rispettato il termine del 15aprile 2024 per le delibere, l’addizionale si applicherebbe per il solo anno 2024 con le aliquote e gli scaglioni già vigenti per l’anno 2023.
Per effetto dell’intervento sulle aliquote e gli scaglioni di reddito, dal 1° gennaio 2024, l’IRPEF sarà strutturata nel seguente modo:
23 per cento per i redditi fino a 28.000 euro;
35 per cento per i redditi superiori a 28.000 euro e fino a 50.000 euro;
43 per cento per i redditi che superano i 50.000 euro.
Conseguentemente vengono modificate anche le regole per il calcolo dei requisiti d’accesso al bonus IRPEF, il trattamento integrativo disciplinato dall’articolo 1 del decreto legge n. 3/2020.
Avranno diritto al bonus di 100 euro in busta paga, pari in totale a 1.200 euro, i lavoratori dipendenti la cui imposta lorda sia di importo superiore alle detrazioni per lavoro dipendente, ma da queste dovrà essere sottratto un importo pari a 75 euro.
A partire dal 1° gennaio 2024 quindi, il diritto al bonus di 100 euro al mese in busta paga sarà garantito ai dipendenti con redditi fino a 15.000 euro, qualora l’imposta lorda dovuta sia di importo superiore alle detrazioni IRPEF spettanti, pari a 1.955 euro per periodo d’imposta, ma da queste bisognerà sottrarre l’importo di 75 euro rapportato al periodo di lavoro nell’anno.
Nicola Forte – Informati S.r.l.